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        <title>deviantART: by:Tatasala</title>
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        <description>deviantART RSS for by:Tatasala</description>
        <language>en-us</language>
        <copyright>Copyright 2009, deviantART.com</copyright>

        <pubDate>Tue, 29 Dec 2009 18:02:26 PST</pubDate>        
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                <title>Rapsodia di fine estate</title>
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                <pubDate>Fri, 19 Sep 2008 01:50:44 PDT</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ Lo sguardo perso nell'infinitÃ  del cielo, i mille sogni infranti, il corpo disteso sul mare d'erba verde. Rimani cosÃ¬ immobile a fissare il niente, ma gli occhi arrivano in posti che non sai, il cielo oltre le nuvole non Ã¨ mai stato turchese come credi. Spazi immensi circondano il tuo universo,realtÃ  e finzione si mescolano come corpi avvinghiati di amanti appassionati. Credere o no a tutto questo nn ha importanza, il sole Ã¨ giÃ  alto dietro le colline, corri prima che scompaia e se vorrai sta notte guarderai ancora le solite stelle, ma ora alzati e inseguilo correndo..<br /><br /> ]]></description>
                <author>~Tatasala</author>
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                <title>Notturno nove</title>
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                <pubDate>Wed, 17 Sep 2008 02:53:34 PDT</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ Come un regale tappeto vellutato, il mare si estendeva immenso dinnanzi ai suoi occhi neri stranamente pacifico e sinuoso, carezzava silenziosamente i suoi piedi accompagnandolo durante quella passeggiata notturna mai programmata. Nel cielo scuro e profondo mille o forse piÃ¹ colori brillanti lasciati lÃ¬ da un pittore distratto ingannavano il tempo di colui che triste di tanto in tanto alzava il viso per distogliere se stesso dai propri pensieri. La vanitosa luna lo riconobbe, stava lÃ¬ ferma e immobile a guardarlo passare con aria compassionevole. Se mi Ã¨ concesso dirlo, erano amici da numerose lune. La spiaggia cosÃ¬ candida era investita da quella luce suggestiva che solo una notte di mezza estate sa dare, si univa al mare creando una tranquilla battigia dove le impronte del nostro passante si raccoglievano in fila indiana formando una ormai lunga scia serpeggiante. Non era dunque solo, le creature che la notte popolano la riva ed il fondale piÃº vicino erano lÃ¬ ad ascoltare i suoi stanchi passi, si sedette su di un vecchio trabucco ad ammirare quella intensa vita notturna che gli si proponeva a poca distanza. Fingendosi privo di vita un bislacco paguro tentava invano di difendersi da chissÃ  quale pericolo, un granchio, impacciato e agile allo stesso tempo, sfrecciÃ² un attimo dopo di lato perdendosi nell'oscuritÃ  delle acque tiepide. CiÃ² che colpÃ¬ l'attenzione del nostro vagabondo notturno fu un balzo lontano di un qualcosa che lo lasciÃ² talmente attonito da fargli dimenticare per diversi istanti tutti i suoi pensieri. Riprese fiato, era stanco e Morfeo lo stava schernendo facendogli vedere cose che si vedono solo in sogno: una creatura bellissima con le sembianze di una donna, in lontananza era emersa dalle profonditÃ  degli abissi e grazie all'eleganza di una regina sfiorÃ² il cielo come a salutare le stelle per poi ritornare a tuffarsi placida nel mare. L'attonita luna salutÃ² la creatura e con un sorriso tornÃ² a ad osservare il solitario gitano come a dirgli che non stava sognando ma che ciÃ² era vero. Il suo volto cambiÃ² mille espressioni, infine ricambiÃ² il sorriso della pallida amica e in risposta decise di accantonare la tristezza e le preoccupazioni sperando un tempo di rincontrare quella creatura che ormai lo aveva stregato...<br /><br />By Tatasala...<br /><br /> ]]></description>
                <author>~Tatasala</author>
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                <title>Noir</title>
                <link>http://Tatasala.deviantart.com/journal/20515537/</link>
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                <pubDate>Tue, 16 Sep 2008 02:43:36 PDT</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ Dei quattro lampioni che costeggiavano la strada solo tre si ostinavano ancora a vomitare quella luce gialla e fioca che riflessa dallo strato di neve spesso e ancor fresco illuminava tutt'intorno la solitudine del quartiere.<br />Era notte, una di quelle notti tranquille da passare piacevolmente in un letto al riparo dal clima poco gentile del periodo. I fiocchi di neve continuavano a gareggiare nel concorso di bellezza che la natura aveva organizzato al momento mostrando le loro microscopiche forme cristalline per poi schiantarsi al suolo sacrificandosi in un soffice manto bianco che copriva gentilmente tutto ciÃ² che era fuori.<br />Cielo e terra, indistinguibili tra loro, formavano soffitto e pavimento di un'angusta scatola che di lÃ¬ a poco avrebbe contenuto la scena dove si sarebbero svolti gli eventi. Io, protagonista scettico di quello spettacolo, ricordo ancora la sensazione di rabbia che provavo al ritardare dei miei aguzzini, piÃ¹ aumentava il loro ritardo e maggiore era la rabbia che cresceva nelle mie ossa marcite dal freddo e dalla lunga attesa. DÂaltronde ciÃ² che dovevo consegnare loro era roba che scottava e dare nell'occhio non era di certo il caso.<br />I candidi fiocchi avevano nascosto le tracce dei miei passi giÃ  da molto tempo quando scorsi in lontananza una figura che dal buio si dirigeva verso di me; due, tre passi ancora ed al suo seguito vidi un'altra figura dalla statura piÃ¹ elevata dirigersi nella stessa direzione. I due figuri procedevano scaltri e veloci tra la neve e mi raggiunsero abbastanza rapidamente.<br />Un grottesco gesto del capo del primo lasciava intendere ben chiare due cose: che quello era un saluto e che a mandare avanti le trattative sarebbe stato lui, bÃ¨ l'unica cosa che mi interessava in quel momento era sbrigare in maniera rapida e pulita la faccenda per poi buttarmi alle spalle quella serata sorseggiando il miglior inchiostro nel bar piÃ¹ vicino. <br />Risposi al saluto cercando invano di imitare il mio ospite, nessuna parola, gli sguardi di entrambi erano coperti da un passamontagna lercio che nn permetteva di dare sfogo alla minima emozione. Capii il nuovo gesto ed infilai la mancina in tasca per dare al cercatore ciÃ² per cui era venuto. Impugnando il ricco bottino fermai la mia mano a pochi centimetri dalla sua, tesi l'altra in direzione della valigia legata al polso del secondo ed attesi. Lo scambio era fatto! Io avevo ceduto i miei tesori in cambio di una valigia piena di soldi, ma era sano fidarsi di due loschi figuri nel bel mezzo della notte? Un brivido lungo la schiena, il ferro nella fondina sotto il cappotto mi ricordava di non avere paura. Posi la ventiquattrÂore sul soffice manto, era una di quelle che si possono comprare a poco prezzo per corrispondenza o nei peggiori negozi di oggettistica. Aprii la prima cerniera dopodichÃ¨ seguÃ¬ la seconda, fu in quel momento che tutto intorno a me si fermÃ²: < Porco Dio, spara adesso! >.. Ricordo solo quella frase, il fragore di uno sparo ed il bagliore di un quinto lampione che fino a prima nn c'era, poi il nulla. Una mano sul petto, dove sentivo uno strano calore fuggire dal mio corpo disteso inerme a terra, con l'altra presi un po' di quella soffice neve che continuava a cadere e la portai alla bocca, non era il miglior inchiostro del bar piÃ¹ vicino ma quella notte valeva la pena di accontentarsi...<br /><br /><br />By Tatasala..<br /><br /> ]]></description>
                <author>~Tatasala</author>
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