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        <title>deviantART: by:andreaks</title>
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        <description>deviantART RSS for by:andreaks</description>
        <language>en-us</language>
        <copyright>Copyright 2009, deviantART.com</copyright>

        <pubDate>Fri, 18 Dec 2009 18:02:19 PST</pubDate>        
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                <title>Angelo sussurratore</title>
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                <pubDate>Wed, 14 Oct 2009 07:47:35 PDT</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ E il pensiero laterale, con la visione del caos, e il volo.<br />Le scelte decisionali, la manutenzione correttiva e adattiva, lo sviluppo applicativo.<br />Mettici dentro la politica e la gestione, il significato delle parole, il significato dei gesti.<br /><br />E poi il fermo immagine e traslazione a 360 gradi.<br /><br />Hai capito di cosa sto parlando?<br />Di piani.<br />Nuovi piani.<br />Di nuovi e altri piani.<br /><br />Di innovazione dei punti.<br /><br />Salgo e salgo e salgo.<br />Trovo altre cose e salgo di piÃ¹.<br /><br />Il volo. Tutto Ã¨ iniziato da lÃ¬.<br /><br /><br />.<br /><br /> ]]></description>
                <author>~andreaks</author>
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                <title>Se osservi il caos.</title>
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                <pubDate>Tue, 13 Oct 2009 06:22:51 PDT</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ Non succede che il caos osservi te, quello era l'abisso, e c'era tutta un'altra trippa da far bollire.<br /><br />Ma, adesso e ora,<br />se osservi il caos, lentamente inizi a vedere uno schema.<br />Al di lÃ  dei frattali.<br /><br /><br />.<br /><br /> ]]></description>
                <author>~andreaks</author>
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                <title>I giochi dei bambini, nell'ala est.</title>
                <link>http://andreaks.deviantart.com/journal/27616103/</link>
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                <pubDate>Tue, 06 Oct 2009 14:03:36 PDT</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ Ed Ã¨ questo quello che faccio, quando la porta si chiude, la cravatta si scioglie, e le lacrime possono fare capolino.<br /><br />Quello che faccio quando mi stacco gli auricolari e finalmente posso spendere i miei soldi in aeroplani da montare e aeroplani da guidare.<br /><br />C'Ã¨ Leo, che protegge il presidente. Sam che riempie di gaffe le sue sublimi parole. C'Ã¨ C.J. che ha una dolcezza feroce quando difende con l'anima le donne. E Donnie (Donatella) che cerca un fidanzato e si finge stupida. C'Ã¨ Toby che valuta le opzioni e si incendia.<br /><br />Quando sei bambino vuoi essere Maradona. Tutti vogliono essere Maradona. Tutti vogliono essere Actarus o Peter Parker o James T. Kirk.<br />Tutti vogliono il numero 10.<br />Tutti vogliono segnare.<br />Tutti vogliono chiamarsi Nero o Falco o Jack.<br /><br /><br />Poi impari che essere un buon sergente Ã¨ molto piÃ¹ importante che giurare con la spada e la coppa.<br />Impari che la diversitÃ  e la specializzazione rendono forte la squadriglia.<br />Impari che c'Ã¨ onore nel fare la propria parte.<br /><br />Da soldato impari a seguire il sergente, con la striscia verticale bianca dietro l'elmo.<br /><br />.<br /><br /> ]]></description>
                <author>~andreaks</author>
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                <title>Il progetto nell'esperienza.</title>
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                <pubDate>Wed, 23 Sep 2009 16:34:51 PDT</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ Esperire un progetto.<br /><br />Non mi interessa la vendita, non mi interessa il successo. Sono legato al collegamento. Vivo per il collegamento. Non ho altro per cui dare sospiri e fiati.<br /><br />Due ragazzi. Non sono uomini, sono ragazzi. <br />Ragazzi, dal greco, veste lacera. Garzone e fanciullo.<br /><br />Sono un garzone dell'IT. Sono fieramente garzone.<br /><br />Una notte. Un locale. Birra rossa. <br />"Andrea, prova la Dragun, vedi se ti piace, e se va bene ne prendiamo ancora".<br />Sono un punto di riferimento per le rosse.<br />Rosse, tripla fermentazione. Bassa fermentazione.<br /><br />Parlo con lui. Anche lui Ã¨ un garzone vivaddio.<br /><br />Gli parlo di quando esclamai in pubblico ingererizzato che in realtÃ  un progetto Ã¨ un sogno.<br />Da inseguire, per cui combattere, affannoso, lontano. Complesso.<br /><br />Gli parlo delle relazioni, dei collegamenti, della stima, della squadra.<br />Mi piace il mio sergente. E' affidabile, massiccio, segue la truppa, dÃ  indicazioni ai cecchini, tiene salda la fila.<br />Il mio sergente mi segue, e io per lui darei la vita. Lo proteggo davanti a tutti, davanti a qualsiasi cosa, anche davanti al mio colonnello.<br />E io sono in prima linea con loro. Nasco come fuciliere assaltatore, non posso mancare al mio compito.<br />Combatto accanto a loro, il mio fiato e il loro fiato, le mie impronte le loro impronte.<br /><br />La neve non ci spaventa.<br /><br />Due garzoni. Un bar. Due birre.<br />Un tipo ci chiede "sigaretta?".<br />Io lo guardo. Il linguaggio da sms, unito al napoletano, elide qualsiasi forma di coniugazione. <br /><br /><br />Due garzoni.<br />Gli parlo di un contatto, della chiusura di una offerta, della complicitÃ  dei temi e degli intenti.<br /><br />E poi racconto dei dati, e di come si tenga a loro. E a quelli dei nostri clienti.<br /><br />I dati sono protetti dai disastri.<br />A Vicenza abbiamo un bunker.<br /><br />Bunker anti atomico.<br /><br /><br /><br /><br /><br />Silenzio.<br /><br />Pausa ad effetto.<br /><br /><br />Due garzoni.<br />E fuori.<br />La notte.<br /><br /> ]]></description>
                <author>~andreaks</author>
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                <title>Ci sono cose importanti.</title>
                <link>http://andreaks.deviantart.com/journal/27088227/</link>
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                <pubDate>Tue, 08 Sep 2009 05:11:32 PDT</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ Ci sono cose che hanno un peso.<br /><br /><br /><br />Il cursore che lampeggia. La pagina bianca. File, Modifica, Visualizza, Finestra.<br />PerchÃ© fai tutto questo. Facciamoci un ragionamento, cinque minuti.<br /><br />Io. Mi interrompo perchÃ© mi squilla il telefono. Un tipo con cui ho lavorato solo una volta, mi chiama con la voce emozionata, e mi chiede se mi puÃ² inviare un curriculum. Io gli dico di incontrarci, perchÃ© gli potrei prospettare anche altri scenari.<br /><br />PerchÃ© lÂho fatto?<br />PerchÃ© scrivo questo mentre rimiro di nuovo torrette di avvistamento, e meduse sulla sabbia, con il sapore che ritorna ad essere familiare. Le mani leggermente sudate, e io non sudo mai dalle mani. Scelgo le foto delle soggettive. Dipingile.<br /><br />PerchÃ© mi muovo cosÃ¬. Con il lavoro, con la pazienza e la dedizione. PerchÃ© non riesco a mollare certe cose. Eppure, mollo zavorra ogni volta che mi sento leggermente appesantito.<br />PerchÃ© i miei pensieri mi turbano il sonno.<br /><br />Non mi sono mai trovato a dire ÂE adesso?Â<br />Non ho mai avuto lÂatteggiamento da infante di chi si prende tutto quello che vuole, e poi si meraviglia che la stampa estera inizia a denunciare la mancanza di libertÃ  di stampa nel nostro paese.<br />Non ho mai ricevuto inaspettato una dichiarazione di guerra.<br /><br />Sento montare la bufera. Cerco di muovere la pressione e i marosi, per calmare il turbinare anticiclonico. Muovo quello che posso.<br /><br />Stanotte ho sognato di ritornare in un negozio di fotografia, a Parigi, negozio che esiste sono nei miei sogni: Ã¨ la terza volta che lo incontro.<br />CÂÃ¨ Pietro, che invece esiste, che mi parla francese e mi mostra una strana Canon A1F (A1 sÃ¬, ma A1F che macchina sarebbe?), con un obiettivo 12mm. Siamo sotto questi portici, tipo place des Voges, con le inferriate verticali a fisarmonica. CÂÃ¨ poca luce.<br />Sento il mio stomaco languire di desiderio.<br /><br />Scelgo le foto di Napoli. E mi accorgo che sono sporche. Imprecise. Sbavate.<br />Da quando mi sono liberato dellÂordine, sono riuscito a scovare piani e rette sghembe che non avrei mai pensato esistessero. Da quando mi sono liberato, sono riuscito a vedere quello che il mondo voleva raccontassi.<br />Le foto sporche, e a pellicola, di questo universo napoletano.<br />Ritorno alle torrette di avvistamento. Alle soggettive.<br /><br />Dove sono oggi?<br />Sono stabile e ad alta quota. Ottima velocitÃ  di crociera, e motori al 40%. Trimmo allineando lÂorizzonte artificiale. Rotta 360.<br />Mentre tutto Ã¨ calmo, rilassato ai comandi, sento dietro il trambusto del lavorio costante. CÂÃ¨ gente lÃ  dietro che sta facendo cose speciali. Qualcuno ha preparato da mangiare, altri stanno leggendo ad alta voce. Altri intingono pennelli. Uno Ã¨ intento a completare il modello di P51 Mustang.<br />In realtÃ , non siamo mai fermi. Il rinoceronte scalcia e si smussa il corno. Siamo in quota, sÃ¬, riposiamo in una pennichella controllata e schematica, ma la peristalsi Â pensa ai fasci di muscoli che si aggrovigliano su se stessi, che si torcono, che stringono, e aprono, e spingono, e si allargano, e poi stringono di nuovo, muscoli che si avvolgono a elica, tesi, forti, muscoli - procede.<br /><br />Siamo in quota. Ma stiamo andando avanti.<br /><br />E le distrazioni di un tempo? Ricordi cosa facevi quattro o cinque anni fa?<br />Non sono piÃ¹ distratto, adesso.<br /><br />Ricordo che mi dicevano Âla meta, non il viaggioÂ? Ora ti dico che rimane sempre il viaggio, per me, principe e principio. Ma sto eliminando mete che non mi interessano.<br />Non sono distratto, adesso.<br /><br />Tutti i miei muscoli si torcono con un unico intento.<br />Dovresti saperlo, dannazione.<br /><br />PerchÃ© fai tutto questo?<br />PerchÃ© ci sono molte cose da fare.<br />E il tempo Ã¨ poco.<br /><br /> ]]></description>
                <author>~andreaks</author>
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                <title>giovedi' 3 settembre</title>
                <link>http://andreaks.deviantart.com/journal/26982696/</link>
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                <pubDate>Wed, 02 Sep 2009 17:39:45 PDT</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ L'ultimatum ad Hitler scade.<br />Francia e Inghilterra entrano in guerra.<br />Hitler guarda Von Ribbentrop ed esclama "e adesso?".<br /><br />Non si aspettava reazioni. Quasi fanciullesco atteggiamento.<br /><br /><br /><br />Ho un po' di cose che volevo raccontare, ma forse Ã¨ inutile.<br /><br /><br /><br /><br />.<br /><br /> ]]></description>
                <author>~andreaks</author>
            </item>
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                <title>Il luogo dell'abbandono.</title>
                <link>http://andreaks.deviantart.com/journal/26078836/</link>
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                <pubDate>Tue, 21 Jul 2009 02:25:03 PDT</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ Ormai le hai dimenticate.<br />E quando le dimentichi, ritorni. Riesci a tornare. Solo quando hai dimenticato.<br /><br />Non sai piÃ¹ che sapore avevano, nÃ© come sbarravano gli occhi mentre si chiudeva il buio.<br />Non ricordi di aver fatto quelle cose.<br />Non ricordi di aver avuto quel guizzo feroce, istantaneo, fulmineo, brutale, immediato.<br />Non ricordi la violenza che ci hai messo. Mentre le pupille si dilatavano, il respiro si fermava, e si chiudeva il buio.<br /><br /><br />Ritorni su quei luoghi. Rivivi la fantasia. L'atto persecutorio. L'oggetto del desiderio.<br />Le hai seppellite per bene, fruscii di serpi schiocchi di merli, in un pomeriggio annoiato e caldo.<br />Fai in modo che non si scoprano, per guardarle con calma, intimitÃ , da solo.<br />Le rivedi, distese e adagiate cosÃ¬. Per alcune, il tempo non le ha decomposte, per altre invece le cose sono cambiate: le vedi diverse.<br /><br />In ombra, sul sentiero non battuto, il sole non Ã¨ forte, c'Ã¨ umido, e in un istante ritrovi tutto quello che avevi dimenticato.<br />Ma a questo serve conservare segreto il luogo dell'abbandono.<br /><br /><br />Hai vissuto con basso profilo, senza attirare l'attenzione. Non hai partecipato alle indagini, non sei ritornato ad appoggiarti alle transenne, per rimirare o scorgere il dolore, l'odio, o qualsiasi sentimento uscisse fuori.<br />Hai fatto il tuo lavoro. Bene. Lo dice il tuo profilo psicoemozionale: sei preciso, efficace, vincente. I tuoi colleghi non penserebbero mai che tu fossi capace di tanto. Ti contorni di persone intelligenti, a cui mostri uno spiraglio, forse per metterli alla prova, forse per sfidare la tua capacitÃ  di nascondere. <br /><br />Le donne che ti sono vicine sono intelligenti, forti, hanno carisma su di te, ma non sono coercitive. Sono sfidanti.<br />Vesti bene, rasato, curato, pulito.<br /><br />Ma quando l'atto precedente inizia a perdere il suo potere immaginifico e sessuale, hai bisogno di rifarlo.<br />Trascuri le cose che fai e inizi a tralasciare gli elementi di perfezione a cui tendi asintoticamente.<br />Sei nervoso, e a volte ti lasci scappare delle espressioni, dei segnali, che vengono colti raramente.<br /><br />A quel punto l'istinto predatore che Ã¨ in te esce allo scoperto.<br /><br />Hai bisogno di riprenderti quello che hai sedato a lungo.<br />Ritornare sul luogo dell'abbandono Ã¨ il primo passo.<br /><br /><br />Quello successivo, Ã¨ scendere in strada.<br /><br /><br /><br /><br /><br />.<br /><br /> ]]></description>
                <author>~andreaks</author>
            </item>
          <item>
                <title>Del Volo e Delle Decisioni</title>
                <link>http://andreaks.deviantart.com/journal/24233116/</link>
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                <pubDate>Tue, 14 Apr 2009 05:41:49 PDT</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ Il decollo Ã¨ cosÃ¬.<br />Chiedi alla torre i permessi di rullaggio, e poi quello di decollo. Ti allinei alla riga di mezzadria. Fai il check degli strumenti. <br />Apri i flap al 40%.<br />Dai manetta per metÃ , per far stabilizzare i motori. Poi spingi tutto.<br />Prima vai piano, ti sembra di non muoverti, poi vedi le cose che si muovono, rapidamente.<br /><br />Quando inizi ad alzare il muso, le cose cambiano, si inclinano, e tu sei li che pesti su quei pedali, e tieni dritto lÂaereo, preso da bordate di vento.<br />Sollevi, spingi, alzi, corri, ti lanci.<br />Il cielo Ã¨ davanti. Come le tue potenzialitÃ . Tutto lÂelenco delle tue potenzialitÃ . Il tuo modo di dipingere ad acquerello ghirigori irreali, il tuo legare la chimica (in cui sei stato rimandato) a CSI Las Vegas, il tuo vedere la vita in termini matematici (asintoto ne Ã¨ un esempio).  Sai guardare, giocare con i bambini, usare un computer, sai far ridere, sai ascoltare, essere incazzoso e stufoso, sai che ci sono certe cose per te inattaccabili, e altre su cui sei totalmente intransigente. Sai mettere due parole in fila, e ti diverti a chiedere il perchÃ© delle cose. Sai che sei inconcludente, e sai amarti al punto tale da perdonarti. Hai la capacitÃ  di muovere le persone intorno a te, e di suscitare in loro cose.<br />Come dici tu, a volte mi ritorna lÂaffetto, altre mi ritorna lÂattacco.<br /><br /><br />A 4000 piedi di altezza, con un muso di 15Â° di inclinazione, e rotta 240, voli sopra Ischia e Procida. I flap chiusi ti danno silenzio. Togli manetta per metÃ , continuando perÃ² a salire.<br />Apri il piano di volo in VFR (visual flight rules) e decidi di andare da qualsiasi parte tu voglia andare. Hai tutte le possibilitÃ  che vuoi. Hai scuole, universitÃ , orizzonti, luoghi, posti, amori, dubbi, libri da leggere.<br />Prendi una decisione.<br />Nord.<br />Viri per rotta 360 e ti livelli a 6000 piedi.<br />Hai un intero quadrante a tua disposizione, se ragioniamo in termini di VOR. Hai il quadrante FROM davanti a te.<br /><br />Decidi di lasciar perdere i pennelli, e continuare con le parole. Smetti di studiare e picchi forte sui computer. Vai a vivere in una cittÃ . Fai viaggi in altre cittÃ . Decidi di non frequentare certe belle facce, ti leghi ai brutti ceffi.<br />Succedono cose, le affronti. In un modo. O nellÂaltro.<br /><br /><br /><br />Passate le alpi, scegli di dirigerti verso la Francia. Imposti la rotta (per il momento 300), e vai. Vai vai.<br />Vedi altri nuvole. Vedi altra gente.<br />Fai altre correzioni di rotta, compi altre scelte.<br /><br /><br /><br />Quando alla fine scegli di atterrare a Carpiquet, Caen, Normandia, sai che hai preso una strada. Una certa strada.<br />Adesso le scelte devono essere precise, calibrate. Calcolare lÂangolo di discesa. Rallentare senza accelerare, aprire i flap, chiedere il permesso di atterraggio.<br />Lo vedi, anche se non lo riesci a guardare realmente. Lo vedi, con le ali aperte, che prendono aria per aumentare la portanza, con i flap aperti che ti fanno rallentare senza cadere.<br />Vento, nuvole, vuoti, turbolenze.<br />Procedi un passo alla volta, concentrato. Le tue scelte devono essere corrette: stai arrivando a destinazione.<br />Muovi il timone, le ali, il muso.<br />Tutto deve essere fluido, millimetrico, preciso.<br />Motore, ali, assetto, spinta, resistenza, imbardata, forze centrifughe e centripete, suolo (SUOLO!!!!), alberi e case, nuvole, luci, permessi, forza, dolore alla mano, assetto, gps, ali, ali, ali, muso, timone e timone, muso, ali, potenza, velocitÃ , velocitÃ , angolo di incidenza, muso giÃ¹ e velocitÃ  su, rallento con il muso su. Carrelli giÃ¹.<br />Le lenti al fresnel che ti indicano il corretto angolo di incidenza.<br />Luci ovunque.<br />Una striscia lunga.<br />Sei quasi a terra.<br />RICHIAMATA!<br />Alzi il muso, dai potenza, ti appoggi sullÂaria (la senti, lÂaria, Ã¨ intorno a te, come un bancone su cui poggi i gomiti davanti ad una birra). Le ruote stanno per toccare il suoloÂ<br /><br /><br /><br /><br />Fai un lavoro che Ã¨ importante. Lavorare, Ã¨ importante, non il fatto che lo faccia.<br />Fai un lavoro che ti toglie tempo, ma in questa crisi Ã¨ importante.<br />Fai un lavoro che ti fa usare il cervello. Importante.<br /><br />Ma.<br /><br />Vuoi la strada. LÂavventura. Le notti. E le nuvole.<br />E vuoi fare e consumare scarpe.<br />E mettere in pratica tutte le altre cose che sai fare.<br /><br /><br />Sei dopo le alpi.<br />Devi scegliere.<br />E ogni scelta Ã¨ precisa e millimetrica.<br />Ogni decisione che prendi in fase di atterraggio deve essere calcolata e mirata.<br /><br />Ma cÂÃ¨ tempo ancora.<br />E ancora altre miglia.<br />Se si sapesse dove atterrare.<br /><br /><br /><br />.<br /><br /> ]]></description>
                <author>~andreaks</author>
            </item>
          <item>
                <title>La componente ludica della componente ludica</title>
                <link>http://andreaks.deviantart.com/journal/23776930/</link>
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                <pubDate>Thu, 19 Mar 2009 09:02:55 PDT</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ Guardo gli album di Nick ed Eva. Di Baaba e Liu. I primi settant'anni di Marta.<br /><br />Guardo le foto piÃ¹ deliziose di questa terra. Matrimoni, denti storti, capelli arricciati. Queste son vere foto, non quelle che fai te.<br /><br /><br /><br />E sopra il Minnesota.<br />Volo strumentale. <br />Seguo un VOR e il mio metallo risponde al DME.<br />170Â°<br />3000 piedi.<br /><br />Sotto di me un paese di poligoni.<br />Angoli, cuspidi, triangoli, texture.<br />Sotto di me 0 e 1.<br /><br />Sotto di me le strade e i borghi, Payton Place e casa Bates, Breece Pancake e Sherwood Anderson, Kerouac e Fante, i mormoni e i mirmidoni, la secessione e lo schiavismo, indiani e bufali, il nulla e i boschi, le 80 miglia all'ora e il cappello.<br /><br /><br />Oh.<br /><br /><br /><br /><a href="http://www.deviantart.com/users/outgoing?http://www.blurb.com/bookstore">[link]</a><br /><br /><br />.<br /><br /> ]]></description>
                <author>~andreaks</author>
            </item>
          <item>
                <title>Dell'ascendere e del Vedere</title>
                <link>http://andreaks.deviantart.com/journal/23620972/</link>
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                <pubDate>Tue, 10 Mar 2009 04:00:58 PDT</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ L'assunzione.<br /><br /><br />Dopo un corretto volo rettilineo orizzontale uniforme, eseguo una virata non in scivolata. Perdo quota e mi allineo con la girobussola, e vedo la pista dÂatterraggio.<br />Controllo gli strumenti, la velocitÃ  di discesa, il PAPI (Precision Approach Path Indicator) mi dice che ho un corretto angolo di incidenza. Guardo a destra e a sinistra. Cielo sgombro, ali allineate al suolo.<br />Leggero vento laterale, sistemo lÂimbardata. Estendo ancora i flap.<br />Rallento.<br />A 15 metri dal suolo richiamo lÂaereo.<br />Il muso si alza.<br />Le ruote toccano il suolo.<br />Il muso si allinea allÂorizzonte.<br />Sono a terra.<br /><br /><br />Le donne non vedono.<br />Non giudico la qualitÃ  del fatto, ma affermo il fatto.<br />Non vedono.<br />La loro visione periferica Ã¨ rivolta verso altri cieli, e non altri orizzonti.<br /><br />LÂaltra sera ero con un poÂ di gente, ed esco dal cinema. Avevamo visto ÂDue partiteÂ. Il giorno della festa della donna, vado a vedere un film in una sala piena di donne (sole) che parla di donne.<br /><br />Splendore.<br /><br />Il film racconta, con un sistema a scacchiera bianco e nero, il risultato delle scelte fatte dalle donne per arrivare a quella infelicitÃ .<br />Il marito di Marina Massironi la tradisce. Le ha due figli maschi e una femmina.<br />Il marito di Margherita Buy va in giro a fare concerti, e lei ha smesso di suonare per dedicarsi a sua figlia.<br />Paola Cortellesi tradisce il marito con un altro uomo, sposato. Il quale peraltro la molla per tornare con la moglie.<br />Isabella Ferrari Ã¨ incinta, e vive le paure e le angosce di ogni donna incinta. Il marito di Isabella la conquista con Rilke, le legge libri, le racconta di libri, vive di libri.<br /><br />I dialoghi ferrati, sferzanti, ritmati, delle donne richiamano costantemente alla maternitÃ  e alla felicitÃ . FelicitÃ  mai raggiunta, in nessun modo. Mai. <br />Di uomini, anche se se ne parla, in realtÃ  non si vede niente. Ma si percepisce una certa, sana, stupida, mascolina, brutale, spinta alla felicitÃ .<br /><br /><br />La seconda partita Ã¨ fatta da Carola Crescentini, Valeria Milillo, Claudia Pandolfi, Alba Rohrwacher.<br />Carola ha un fidanzato troppo presente. Lei va in giro a far concerti, quello che la madre non ha potuto fare. <br />Valeria non ce lÂha, ma cerca di avere un figlio con lÂinseminazione artificiale. Ricorda la scheda dellÂuomo di cui ha il seme. Alto, bruno, occhi forti. La scheda del seme. Facebook o qualsiasi altra social community.<br />Claudia Ã¨ una dottoressa, fa un lavoro solido, Ã¨ professionale e risoluta, ma non vuole sembrare un maschio agli occhi del marito.<br />Alba perde la madre, Isabella Ferrari, suicida.<br /><br />Gli uomini, in questo, come ne escono? <br />Una certa, sana, stupida, mascolina, brutale, spinta alla felicitÃ .<br /><br />Io mi chiedo.<br />PerchÃ© non volete essere felici?<br /><br /><br />Esco dal cinema. E la dolcissima ragazza di uno dei miei migliori amici Ã¨ lÃ¬ davanti a noi che ride e parla del film.<br />Si avvicinano uno stormo di rom. Un bambino si avvicina alla ragazza e le chiede la caritÃ , perchÃ© ha fame.<br />Lei lo abbraccia, e se lo porta da McDonalds. Gli compra un panino e due barrette di cioccolata.<br />Torna contenta, con il bambino sotto il braccio. Ci guarda con gli occhi piÃ¹ dolci di questa terra.<br />ÂIo adoro i bambini,Â dice. ÂLi adoro.Â<br />Si vede. Sprizza energia.<br /><br />Poi guardo il bambino rom. Ha il panino in mano, la cioccolata nellÂaltro.<br />Il bambino Ã¨ circa 30 Kg sovrappeso. Un grassone lardoso che neanche entra nel giubbotto Âovviamente firmato- che ha stretto con delle cinghie di ancoraggio sul panzone.<br />Il panino in mano Ã¨ un peso. Lo consegna alla madre. ÂLo porto stasera a mia sorella, a casa!Â <br /><br />Dopo dieci minuti, il bambino torna indietro, dopo essersi fatto il suo giro, a chiedere di nuovo la caritÃ . A noi. A lei!<br /><br />Lei. La ragazza del mio amico. Non ha visto.<br />Non ha visto il bambino.<br />Ma ha visto  lÂidea del bambino.<br /><br /><br />Le donne non vedono, trascendono.<br />Non guardano quello che hanno avanti, ma lo trasformano nella loro idea dellÂidea primeva.<br />Si lanciano in alto, non vanno avanti.<br /><br />E per questo non ci sono donne fotografe.<br />Oh, certo, cÂÃ¨ Francesca Woodman, che fotografava se stessa, nuda, in trascensioni diverse: con i serpenti, negli specchi, a terra, nelle vasche. E poi si suicida.<br />CÂÃ¨ Nan Goldin, che trascende gli amici trans, e la vita da trans, i baci dei trans, i gatti dei trans, e fotografa sempre e solo quello.<br />CÂÃ¨ Diane Arbus, che trascende i freak.<br />CÂÃ¨ Gerda Taro, infatuata dal focoso Capa.<br />E Tina Modotti, che si trovava in un crogiuolo di vita, ma fotografava quattro cose degne, e duecento natura morta di fiori e granturco.<br /><br /><br /><br /><br />Ã per questo che gli uomini scappano quando una donna, al secondo appun... ]]></description>
                <author>~andreaks</author>
            </item>
          <item>
                <title>La metto qui</title>
                <link>http://andreaks.deviantart.com/journal/23604050/</link>
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                <pubDate>Mon, 09 Mar 2009 05:27:17 PDT</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ Io la metto qui, disposta e adagiata con cura e attenzione, come mia figlia che si addormenta sul divano.<br /><br />La dispongo qui, con la perfezione di chi sa adagiare.<br />Adagiare gli occhi per strada.<br />Le dita sulle parole.<br />Le labbra alla pelle.<br />La pancia al ventre.<br /><br />La compongo come se fosse un giardino zen.<br /><br />Le metto accanto i miei maestri. Racconto di Capa, e della forza violenta di scendere su una spiaggia. Racconto di ragazzi che quando camminano fanno rumore di squadriglia. Racconto di donne irreali, giganti, sparate sui palazzi, nei cartelloni, per strada, in aereo, dentro le riviste.<br />Racconto di King e di Tabhita, la quale gli regala una risma di fogli gialli per il suo compleanno. Vivevano in una roulotte, e avevano due figli, e non avevano una lira.<br />Racconto dei miei inverni di solitudine e gelo. Di pellicole caricate per strada, di sperimentazione e ricerca. Ma racconto Â a te Â adesso Â ora Â di quando ero da solo e camminavo.<br />Raccogli i frutti di un percorso.<br /><br />La metto qui. Sul letto. Con tanto di casa e foto, e con la panoplia di libri alle pareti.<br />La metto qui con teatralitÃ .<br /><br />Come se fosse possibile<br /><br />capire<br /><br />davvero<br /><br />la mia anima,<br /><br />                                 adagiata qui.<br /><br /> ]]></description>
                <author>~andreaks</author>
            </item>
          <item>
                <title>come</title>
                <link>http://andreaks.deviantart.com/journal/23527849/</link>
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                <pubDate>Wed, 04 Mar 2009 16:42:53 PST</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ tritare un corpo di donna avendo a disposizione un mobile ikea, un trapano a pile scariche, una cloche per simulatore di volo.<br /><br /> ]]></description>
                <author>~andreaks</author>
            </item>
          <item>
                <title>il momento</title>
                <link>http://andreaks.deviantart.com/journal/23376802/</link>
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                <pubDate>Tue, 24 Feb 2009 07:09:31 PST</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ Ã¨ arrivato<br /><br /><br />     di attraversare la manica<br /><br /><br />a  Nuoto<br /><br /> ]]></description>
                <author>~andreaks</author>
            </item>
          <item>
                <title>Se tutti decantano, io rimango in silenzio</title>
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                <pubDate>Tue, 06 Jan 2009 04:09:22 PST</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ Ti porto un pacco di rulli, e tu mi vuoi fare domande.<br />Mi chiedi del perchÃ© pellicola, del 'meglio pellicola', del ' perchÃ© non postproduci sul negativo colore acquisito invece che... '. Mi chiedi cose a cui non voglio e non so rispondere.<br /><br />Ieri notte ho visto freaks. Dozzine di mostri. Camminavano accanto a me, occupavano lo spazio a cui ero abituato. Si sedevano sotto la grande mano di cartapesta, o sotto la foto di Maria Sabina. Fumavano contro la ragnatela di corda, nell'angolo, sopra il bancone dei whiskey.<br />Tette strizzate. Pori dilatati. Marche. Marche. Marche.<br /><br />Io leggo le scritte che incontro, tu?<br />Ricordi quando dicevi che ero un bambino che inizia a leggere? A me tutte quelle scritte mi trapanano il cranio. Entrano dentro. Le leggo tutte.<br />Tutti i baci e carezze, tutti i dg, monella vagabbbonda, donna loka, puttana arrivista.<br />Tutte.<br />E mi trapassano il cranio.<br /><br /><br />Diverse femmine avevano il piercieng sotto al labbro, tipo brufolino di ferro galvanizzato chirurgico. Orribili.<br />Pori dilatati. <br />Marche.<br /><br />E facebook. Si sentiva questa parola ridondare, rimbalzare, sgattaiolare, ovunque.<br />Libro di facce.<br /><br />Mi sarei messo in piedi e avrei parlato di Abdul Alhazred. Ma tu che cazzo ne sai.<br /><br />Parli di facebook. Degli amici che hai ritrovato. Di 'ma che messaggi mette quello?'. O di 'avete litigato'.<br />Oppure, 'che significa andreaks?'.<br /><br />Libro di morti. Non libro di facce.<br />Libro di carne.<br />Libro di nulla.<br /><br /><br /><br />Mi chiedi della pellicola e delle strada, e io me ne vorrei andare.<br />Non mi importa niente piÃ¹ di niente.<br />Non me ne fotte della nuova Nikon (di merda) che Ã¨ uscita.<br />NÃ© della Canon che Ã¨ fica.<br />Sogno della mia vita Ã¨ un'ottica che costa tre lire.<br />Sogno della mia vita Ã¨ un trampolino di sguardo.<br /><br />Ma manco tanto. Non Ã¨ trampolino di sguardo. Ã solo un tubo. Ecco cosa voglio, un tubo.<br />Alla Amelie Nothomb.<br /><br /><br />Amsterdam mi ha fatto schifo. Era il tripudio del nulla. Tutta quella gente china a rullare. Ore a rullare. Ore in silenzio.<br />Italioti vergognosi ricoperti di marche. Io le parole per strada le leggo tutte. Tutte. E queste trapanano.<br />Mi chiedo cosa ci trovi tu. Ma non mi interessa la risposta. Non mi interessa sapere perchÃ© e percome, come fai a, e cosa pensi di.<br /><br />So soltanto che se mi aggredisci, ho colpito il segno.<br />So soltanto che se ti aggredisco, Ã¨ per toglierti il respiro.<br /><br /><br />Il resto dei Paesi Bassi, e del Belgio, e di quel frammento di Germania, sono cose mie. Sono cose profonde e dolci. E me le tengo per me.<br />Come quella distesa sotto gli alberi. La neve. La luce di dicembre. Come un giorno di dicembre del 1944. Ardenne.<br /><br /><br /><br />Le mie immagini sono mie.<br />Il mondo Ã¨ mondo. E le foto che trovo sono del mondo.<br />Ma le immagini che faccio sono mie.<br />E me le tengo per me.<br />Non ho neanche voglia di condividerle con te. PerchÃ© tu, in fondo, cosa mi dai?<br />Cosa mi mostri? Qualcosa di nuovo? Qualcosa di fresco?<br />O -soprattutto- qualcosa di tuo? Un tuo modo di guardare?<br />No.<br />Prendi e porti a casa.<br />E a me cosa dai?<br />Niente.<br />E io cosa ti darÃ² da oggi in poi?<br /><br /><br />Non voglio condividere le mie ricerche con te che porti a casa. Con te fai quattro cagate in croce e pretendi (e ci riesci) di far mostre.<br />Cosa mostri?<br /><br />Se tutti mostrano, io nascondo.<br /><br />Se tutti decantano, io rimango in silenzio.<br /><br /><br /><br />.<br /><br /> ]]></description>
                <author>~andreaks</author>
            </item>
          <item>
                <title>Charles Bukowski</title>
                <link>http://andreaks.deviantart.com/journal/21709254/</link>
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                <pubDate>Fri, 28 Nov 2008 02:20:12 PST</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ Posta<br />la posta aumenta.<br />lettere su lettere per dirmi<br />che grande scrittore<br />che sono,<br />e poesie, romanzi, novelle,<br />racconti, ritratti.<br />qualcuno chiede solo un autografo,<br />un disegno, una parola.<br />altri propongono una corrispondenza<br />permanente.<br />io leggo tutto, butto tutto,<br />faccio i miei<br />affari.<br />so bene che nessuno Ã¨<br />un"grande"scrittore.<br />puÃ² esserlo<br />stato,<br />ma scrivere Ã¨ un'impresa<br />che ricomincia da capo<br />ogni volta<br />e tutti gli elogi,<br />i sigari, le bottiglie<br />di vino inviate<br />in tuo onore<br />non garantiscono <br />come sarÃ  la riga successiva,<br />e soltanto quella conta,<br />il passato Ã¨<br />inutile,<br />siede sulle ginocchia<br />degli dei<br />mentre i secoli<br />svaniscono<br />nel loro marcio<br />celere<br />sfarzo.<br /><br /> ]]></description>
                <author>~andreaks</author>
            </item>
          <item>
                <title>Pace Ottica</title>
                <link>http://andreaks.deviantart.com/journal/21197235/</link>
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                <pubDate>Tue, 28 Oct 2008 05:19:52 PDT</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ .<br /><br /> ]]></description>
                <author>~andreaks</author>
            </item>
          <item>
                <title>Charles Bukowski</title>
                <link>http://andreaks.deviantart.com/journal/21119938/</link>
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                <pubDate>Thu, 23 Oct 2008 02:37:30 PDT</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ La gente Ã¨ strana: si infastidisce sempre per cose banali, e poi dei problemi gravi come il totale spreco della propria esistenza, sembra accorgersene a stento.<br /><br /> ]]></description>
                <author>~andreaks</author>
            </item>
          <item>
                <title>tutto quel respirare contemporaneo</title>
                <link>http://andreaks.deviantart.com/journal/20538245/</link>
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                <pubDate>Wed, 17 Sep 2008 14:02:37 PDT</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ Una notte mi parlÃ².<br />Distante e silenziosa.<br /><br />Generazioni di geni che si disperdono, o che si accorpano.<br />Popolazioni che si moltiplicano, ma che poi dovrebbero essere elise.<br />Carne che non occorre a niente.<br /><br />Si perde tutto. Come anche il sogno stesso di diventare immortale.<br /><br />Una capsula del tempo. Questo ci vorrebbe. Dove stipare e stivare il tutto. Il distacco cranico, la nascita per partenogenesi.<br /><br /><br />Se pensi solo alle leggi che l'uomo crea, per proteggere i deboli. Se pensi solo a come vengono usate le stesse leggi, dai forti per schiacciare i deboli.<br />Come i politici fanno con i giornalisti.<br />Come la comunicazione fa con i ragazzi.<br /><br />Se pensi alle medicine, che fortificano i virus; se pensi all'evoluzione, dal Marburg all'Ebola. Dalla BSE (Bovine Spongiform Encephalopathy)  alla TSE (encefalopatia spongiforme trasmissibile) alla Jacobs.<br /><br />Il numero cresce. <br />Lo percepisci. Senti tutto quel respirare contemporaneo. Ed Ã¨ fragore.<br />Miliardi di respiri. Tutti nella tua testa.<br /><br /><br />Uccidi un altro te, nel carrozzone del circo di questa vita.<br />Lo fai sedere dinanzi a te e lo trafiggi.<br /><br />Ti tieni lontano dagli stimoli insani.<br />Lavori con sudore al cesello della tua carne.<br />Labor limae - ti piaceva come suonava, vero?<br /><br />Una quantitÃ  enorme di respiri. Contemporanei.<br /><br />Non hai tempo per parlare a tutti.<br />Non ce la fai a parlare a tutti.<br /><br />Tutti gli strumenti di selezione non riescono ad essere efficaci. Non ci riescono.<br />L'altra opzione Ã¨ l'estinzione.<br />Onde emesse. Trasmettere, mandare al di lÃ . <br />Non Ã¨ quello che ti si riflette nelle pupille, ma quello che ti si nidifica 'al di lÃ '. Ti si nidifica. <br />(Fa il nido, lo capisci?<br />Te ne accorgi o no?)<br /><br />Ma tu sei troppo preso.<br />Continui a guardare altrove.<br /><br /><br />Contemporanei.<br /><br /> ]]></description>
                <author>~andreaks</author>
            </item>
          <item>
                <title>Il cielo è sempre più.</title>
                <link>http://andreaks.deviantart.com/journal/20338800/</link>
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                <pubDate>Fri, 05 Sep 2008 11:23:55 PDT</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ Ciano.<br /><br />C'Ã¨ chi va in vacanza ad Ibiza.<br />Chi in Normandia.<br /><br />C'Ã¨ chi fotografa donne nude.<br />Chi vestite.<br /><br />C'Ã¨ chi preferisce ridere sempre.<br />Chi ridere bene.<br /><br />C'Ã¨ chi Ã¨ volitivo.<br />Chi crede nella scelta.<br /><br />Chi copia.<br />Chi fa.<br /><br />Chi risponde.<br />Chi chiede.<br /><br />Chi dorme.<br />Chi salta come uno stambecco.<br /><br />Chi fuma nevrotico.<br />Chi insuffla, respira, elabora e soffia fuori nuvole.<br /><br />C'Ã¨ chi sta online.<br />E chi per strada.<br /><br />Chi scarica canzoni.<br />Chi le suona.<br /><br />C'Ã¨ deviantart.<br />C'Ã¨ exibart.<br />C'Ã¨ meetic.<br /><br />C'Ã¨ la Tashen.<br />C'Ã¨ Private.<br /><br />C'Ã¨ Il Fotoamatore.<br />E c'era Photo.<br /><br />Chi postproduce anni '50.<br />Chi anni 2008.<br /><br />Chi ama e piange.<br />Chi bacia e sorride.<br /><br />C'Ã¨ il gatto peloso.<br />Il gane ingobbito.<br /><br />C'Ã¨ la Polaroid.<br />E c'Ã¨ la Fuji Instax.<br /><br />Chi guarda la tele.<br />Chi sente la radio.<br /><br />Chi appoggia la macchina fotografica su una lapide, in un cimitero di guerra.<br />Chi entra e ha gli occhi gonfi.<br /><br />C'Ã¨ la Leica.<br />E la Minox.<br /><br />C'Ã¨ la 5D.<br />O la compattina.<br /><br />C'Ã¨ chi pubblica un romanzo.<br />C'Ã¨ chi scrive un romanzo.<br /><br />C'Ã¨ chi dice di raccontare storie.<br />Chi le racconta.<br /><br />C'Ã¨ chi guarda le donne.<br />Chi ne ama una.<br /><br /><br />.<br /><br /> ]]></description>
                <author>~andreaks</author>
            </item>
          <item>
                <title>Il Re è Morto, Evviva il Re.</title>
                <link>http://andreaks.deviantart.com/journal/20336220/</link>
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                <pubDate>Fri, 05 Sep 2008 07:12:29 PDT</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ Sono la persona piÃ¹ sessuale di questa terra, e sono la persona meno sessuale di questa terra.<br /><br />Il sesso Ã¨ procreazione, non ginnastica.<br />E' feconditÃ . Terra ubertosa. Campi fruttiferi.<br />In ogni cosa che faccio, ci piazzo una gragnuola di semi.<br />Ogni cosa Ã¨ sessuale e dolce, graffiante e cruenta.<br />Non mi interessa la ginnastica.<br />Non ho bisogno della ginnastica.<br />Non ho bisogno di fare flirt.<br />Mi piace guardare.<br /><br /><br />Un leone impiega tutta la sua forza per atterrare uno gnÃ¹. (Anche se forse Ã¨ la Leonessa che caccia).<br />Ma per scacciare una mosca, muove appena un sopracciglio.<br />O anche no. La lascia gironzolare fra mangrovie di ciglia e setoso pelame.<br /><br /><br />I napoletani sono cosÃ¬.<br />Non si legge sui giornali "all'uscita dalla discoteca, due veneti si sono ammazzati perchÃ© uno guardava la donna dell'altro".<br />Non si legge la stessa cosa su due torinesi.<br /><br />Ma si legge su due napoletani.<br />Fuoco e lava.<br />Forse imbecilli.<br />Forse sale troppo sangue agli occhi. E obnubila la vista.<br />Ma quella vista obnubilata, quegli occhi offuscati -in miliardi di casi- quanta delizia producono?<br /><br /><br />Io sono fatto cosÃ¬.<br />E non me ne strafotte un cazzo.<br /><br /> ]]></description>
                <author>~andreaks</author>
            </item>
          <item>
                <title>Quanti ne vuoi.</title>
                <link>http://andreaks.deviantart.com/journal/20303651/</link>
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                <pubDate>Wed, 03 Sep 2008 07:49:53 PDT</pubDate>
                
                <description><![CDATA[ ÂMa tu che vuoi?Â<br />Garand corruccia la fronte. ÂIo? No, tu cosa vuoi?Â<br />ÂNo no, sono io che dico cosa cazzo vuoi!Â, ripeto. Lo scanno dellÂelefante Ã¨ comodo, con la paglia sopra. Dietro, Llama passa sorridendo, seguita dai due cammelli.<br />Le scimmie sono ritornate nella gabbia. Con la sua faccia tatuata, Matto si sta fumando una sigaretta appoggiato alla cesta delle ocarine di Merlo.<br /><br />Garand posa la sigaretta, il coltello da lancio, manico cavo. ÂSei tu quello che si sbatte, non io. Sei te quello che continua a blaterare come un ossesso.Â Lui Ã¨ aggressivo. Violento. Attacca, e non si ferma.<br />Prendo anche io il coltello. ÂAh no, io tanto ho smesso.Â<br />ÂHanno vinto loro, quindi.Â<br />Â Per niente, al contrario.Â<br />ÂTi sei arreso, quindi.Â<br />Â Per niente, al contrario.Â<br />ÂE allora cosa vuoi, e perchÃ© hai smesso.Â Insiste Garand.<br />Gli taglio la gola. Lui non ha tempo di capire che lo sto facendo davvero.<br /><br />Llama sorride, labbra nere, pelle bianca, arroccata sulle sue gambe, il mento sul palmo della mano. ÂE se non ti sei arreso, cosa fai?Â<br />ÂNiente.Â<br />I leoni stanno dormendo. La motrice Ã¨ arrivata, e i braccianti stanno smontando il tendone. Una giraffa ci guarda dallÂalto. Lei si accende una sigaretta. Fumo anche io. Fumo denso e caldo. Il fieno profuma. ÂHai smesso di salvare il mondo?Â<br />Â Puoi salvare chi si vuole far salvare.Â<br />Lei scuote il capo, e tira la cenere tenendo il braccio verso lÂalto. La cenere nevica sulle sue gambe. ÂSono solo scuse, ti girano solo i coglioni.Â<br />ÂVero.Â<br />ÂE ti girano perchÃ© ti rode.Â<br />ÂVero!Â<br />ÂE ti rode perchÃ© Â PerchÃ©?Â, mi guarda. Â PerchÃ© sono piÃ¹ bravi? PiÃ¹ leggeri? PiÃ¹ freschi? PerchÃ© hanno fottuto piÃ¹ donne?Â<br />Io prendo il coltello. ÂOh, no. Sono solo piÃ¹ soli. E non sanno di esserlo.Â<br />Lei stringe la faccia. ÂEh, no. Non sono soli.Â<br />Io mi incendio. ÂSolo fottutamente soli. Il loro inferno Ã¨ dentro i loro occhi vuoti. Guardano le cazzate, le emulano, rifanno e rifanno cose giÃ  fatte. Dicono le frasi giuste, trendy, fiche. Ma non hanno anima.Â Mi fermo. Respiro. ÂSapere di essere solo ti mette in caccia. Essere solo e basta ti fa sedere davanti alla tv.Â<br />ÂTu hai stancato, con questa storia della tv.Â Mi fa.<br />ÂNo, Ã¨ la tv che ha stancato. Prendi il bromuro per via oculare. Ti anestetizzi, e manco te ne accorgi. Senti solo il fastidio di fare qualcosa che non ti dÃ  soddisfazione, come lÂultimo apparato che hai comprato, e con cui non te ne fai niente.Â<br />Lei mi sorride. Â PerchÃ© con me parli cosÃ¬, e con i ragazzi non lo fai?Â<br />ÂI maschi sono inutili, sbavano solo dietro le gonne. Le donne invece sono una speranza, se indottrini loro, loro andranno nel mondo a raccontare cose, e i maschi per corteggiarle faranno quelle cose.Â<br />ÂNon ho capito.Â<br />ÂAi maschi puoi arrivare solo se hai una figa.Â<br />Lei sorride, poi le infilo il coltello. Dentro.<br /><br />Merlo suona mentre parlo. Ha perso la sua scimmia dieci anni fa, e da allora non suona lÂorganetto. Alza lo sguardo. ÂTu hai ancora amore.Â<br />ÂIo ho soltanto consapevolezza.Â<br />Lui continua. ÂTu hai ancora forza.Â<br />ÂConsapevolezza.Â<br />ÂTu credi nellÂumanitÃ .Â<br />ÂSono solo consapevole.Â<br />ÂDovresti liberare lÂamore che hai dentro.Â<br />Scuoto il capo, mentre mi accendo una sigaretta. ÂDovrei soltanto andarmene da qui.Â<br />Lui si gira a guardare il tendone smontato, i treni pronti. I carri con giÃ  davanti i cavalli. E gli animali nelle gabbie. ÂTe ne stai andando.Â<br />ÂLo so.Â Gli sorrido.<br />ÂE perchÃ© te ne vuoi andare se te ne stai giÃ  andando?Â<br />Â PerchÃ© voglio andare fino a che non trovo un posto dove le persone hanno reazioni che non mi aspetto. La meraviglia, come quando riveli immagini in acido acetico. Reazioni che non prevedevi. Cose che non ti aspettavi. Il vero inferno Ã¨ il tutto uguale al tutto.Â<br />Lui annuisce. ÂE tu a chi sei uguale?Â<br />Scuoto il capo.<br />Fumiamo un poÂ. ÂTutto uguale a tutto?Â mi chiede di nuovo.<br />ÂGiÃ .Â<br />ÂTipo?Â<br />Scrollo il capo. ÂLe foto, le storie, le persone di cui ti raccontano che si sono innamorate. Il modo in cui ti parlano di chi si son innamorati. I luoghi che hanno visto, il modo in cui lo hanno visto. Le corse a prendere il tagliando del Âho visto questo questo questo questoÂ. Vedono, parlano, amano, ma non sentono.Â<br />Prendo il coltello. Infilandolo nel cuore di Merlo, gli chiedo. ÂQuesto lo senti?Â<br />Lui annuisce.<br /><br /><br />Rimango seduto, pulendo la lama. Coltello da lancio. Poi ne arriva un altro.<br /><br /> ]]></description>
                <author>~andreaks</author>
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